SARA SGUOTTI E ARIANNA ULIAN
Residenza dal 15 al 19 aprile 2024
C32 performing art work space - Forte Marghera, Mestre Venezia
CrePa
CREDITI
Di e con Sara Sguotti e Arianna Ulian Coreografie: Sara Sguotti Testi: Arianna Ulian Ambiente sonoro: Spartaco Cortesi Costumi: Eva Di Franco Luci e direzione tecnica: Mattia Bagnoli Traduzione poetica: Federica Sgaggio Accompagnamento drammaturgico: Giovanni Sabelli Fioretti PR e media relations: Giuseppe Esposito Produzione Perypezye Urbane Coproduzione OperaEstateFestival \ CSC centro per la scena contemporanea di Bassano del Grappa, MilanoOltre Con il supporto di: Santarcangelo Festival, IIC Zurigo, Tanzhaus Zurich, Passages Transfestival, IIC Strasburgo, Centro di Rilevante Interesse per la Danza Virgilio Sieni, Théâtre Sévelin 36, Fondazione Armunia Un ringraziamento speciale a Simona Bertozzi e a Roberto Casarotto |
SINOSSI
Un montaggio di parole, suoni e gesti attorno all’immagine di una crepa, smottamento ma anche apertura, ferita eppure feritoia per corpi che si accostano, diversi ma appartenenti allo stesso lembo: scivolano, glissano, attraversano un tempo di conservazione tra ciò che è definito vivo e ciò che è definito morto: lo mutano, lo invertono. La crepa si è aperta con il suono: schiocco, bruito o schianto. Come un evento irreversibile, ha diviso lo spazio e segnato il tempo. È stato necessario progettare movimenti e trovare parole per comprendere la sua ambivalenza: la crepa apre la possibilità che filtri la luce, attraverso la crepa è possibile vedere l’altro, esponendo i propri lembi è possibile trovare coincidenza in altri lembi. Il lavoro di Sara Sguotti e Arianna Ulian si è mosso nelle occasioni come si muove un materiale solido: smottando, sfrigolando. Ha lasciato tracce e si è lasciato tracciare durante le residenze, dai festival e dal pubblico, ha preso forma di laboratorio ed è tornato duetto con diverse durate.
Le tracce lasciate sono come detriti del corpo, materiali biologici naturalmente depositati a terra o volatilizzati; capelli, gocce di sudore, unghie, pelle secca, sCrePolature. Nuove parole e nuovi movimenti raccontano l’ambivalenza di ciò che si perde, che si lascia perdere, che è inevitabile perdere, che non si vorrebbe lasciare. Tutto ciò che, in un visionario processo di recupero, darebbe forma a un altro corpo nostro, con nuove crepe.
BIOGRAFIA
Sara Sguotti: Interessata al corpo singolo, plurale e collettivo, Sara Sguotti è attratta da tutte le forme di micro collettività e amante dei grovigli di pensieri. La sua pratica coreografica spazia dalla ricerca in spazi solitari e intimi, all’altrove immaginativo. Collabora, tra gli altri, con Compagnia Virgilio Sieni, Compagnia Anton Lachky, Damien Jalet, Atelier delle Arti, Simona Bertozzi, Cristina Kristal Rizzo, Nicola Cisternino, Perypezye Urbane. La sua ricerca personale inizia con S.solo (vincitore di DNA appunti coreografici e della Vetrina Anticorpi 2017). I suoi altri lavori sono S.rituale, Dedica Lontana, S.O.P., IHTBH, CrePa e Mother.
Arianna Ulian: Scrittrice e performer. Ha una formazione in filosofia della scienza e in musica contemporanea. Ha suonato in varie formazioni usando la musica come modalità di intervento in situazioni sociali di festa, di protesta, di memoria. Ha partecipato a laboratori di suoni e di parole con Fred Frith, Jacopo Baboni Schilingi, Marcello Fois, Vitaliano Trevisan, Giulio Mozzi. Ha lavorato come sound designer per fondazioni, musei civici, agenzie di comunicazione e studi di architettura.
Insegna nella scuola pubblica. Nel 2020 ha esordito come scrittrice con il romanzo “La questione dei cavalli”, primo titolo della collana Fremen presso l’editore Laurana.
Spartaco Cortesi: Musicista e sound designer, si occupa di produzioni audio, lavorando prevalentemente con strumenti elettronici (sintetizzatori, chitarre), voci e rumore. Utilizzando software e hardware dedicati a questa forma d’arte, attraversa pratiche di decostruzione, spesso cercando di sfruttare la riduzione delle possibilità come metodo di composizione.
Giovanni Sabelli Fioretti: Negli ultimi anni ha sviluppato una carriera da freelance come drammaturgo nella scena indipendente della danza contemporanea a Berlino, in Germania e in Italia. Ha studiato danza a New York, Bruxelles e Milano, e filosofia all'Università di Siena, Heidelberg e Venezia. Sta svolgendo una ricerca di dottorato con Ben Spatz sulla drammaturgia della danza e sugli spazi virtuali dello spettacolo.
Un montaggio di parole, suoni e gesti attorno all’immagine di una crepa, smottamento ma anche apertura, ferita eppure feritoia per corpi che si accostano, diversi ma appartenenti allo stesso lembo: scivolano, glissano, attraversano un tempo di conservazione tra ciò che è definito vivo e ciò che è definito morto: lo mutano, lo invertono. La crepa si è aperta con il suono: schiocco, bruito o schianto. Come un evento irreversibile, ha diviso lo spazio e segnato il tempo. È stato necessario progettare movimenti e trovare parole per comprendere la sua ambivalenza: la crepa apre la possibilità che filtri la luce, attraverso la crepa è possibile vedere l’altro, esponendo i propri lembi è possibile trovare coincidenza in altri lembi. Il lavoro di Sara Sguotti e Arianna Ulian si è mosso nelle occasioni come si muove un materiale solido: smottando, sfrigolando. Ha lasciato tracce e si è lasciato tracciare durante le residenze, dai festival e dal pubblico, ha preso forma di laboratorio ed è tornato duetto con diverse durate.
Le tracce lasciate sono come detriti del corpo, materiali biologici naturalmente depositati a terra o volatilizzati; capelli, gocce di sudore, unghie, pelle secca, sCrePolature. Nuove parole e nuovi movimenti raccontano l’ambivalenza di ciò che si perde, che si lascia perdere, che è inevitabile perdere, che non si vorrebbe lasciare. Tutto ciò che, in un visionario processo di recupero, darebbe forma a un altro corpo nostro, con nuove crepe.
BIOGRAFIA
Sara Sguotti: Interessata al corpo singolo, plurale e collettivo, Sara Sguotti è attratta da tutte le forme di micro collettività e amante dei grovigli di pensieri. La sua pratica coreografica spazia dalla ricerca in spazi solitari e intimi, all’altrove immaginativo. Collabora, tra gli altri, con Compagnia Virgilio Sieni, Compagnia Anton Lachky, Damien Jalet, Atelier delle Arti, Simona Bertozzi, Cristina Kristal Rizzo, Nicola Cisternino, Perypezye Urbane. La sua ricerca personale inizia con S.solo (vincitore di DNA appunti coreografici e della Vetrina Anticorpi 2017). I suoi altri lavori sono S.rituale, Dedica Lontana, S.O.P., IHTBH, CrePa e Mother.
Arianna Ulian: Scrittrice e performer. Ha una formazione in filosofia della scienza e in musica contemporanea. Ha suonato in varie formazioni usando la musica come modalità di intervento in situazioni sociali di festa, di protesta, di memoria. Ha partecipato a laboratori di suoni e di parole con Fred Frith, Jacopo Baboni Schilingi, Marcello Fois, Vitaliano Trevisan, Giulio Mozzi. Ha lavorato come sound designer per fondazioni, musei civici, agenzie di comunicazione e studi di architettura.
Insegna nella scuola pubblica. Nel 2020 ha esordito come scrittrice con il romanzo “La questione dei cavalli”, primo titolo della collana Fremen presso l’editore Laurana.
Spartaco Cortesi: Musicista e sound designer, si occupa di produzioni audio, lavorando prevalentemente con strumenti elettronici (sintetizzatori, chitarre), voci e rumore. Utilizzando software e hardware dedicati a questa forma d’arte, attraversa pratiche di decostruzione, spesso cercando di sfruttare la riduzione delle possibilità come metodo di composizione.
Giovanni Sabelli Fioretti: Negli ultimi anni ha sviluppato una carriera da freelance come drammaturgo nella scena indipendente della danza contemporanea a Berlino, in Germania e in Italia. Ha studiato danza a New York, Bruxelles e Milano, e filosofia all'Università di Siena, Heidelberg e Venezia. Sta svolgendo una ricerca di dottorato con Ben Spatz sulla drammaturgia della danza e sugli spazi virtuali dello spettacolo.